giovedì 1 maggio 2008

Era diverso l’argomento, ma oggi è il 1° maggio e si impone una riflessione in rispetto di quanti di lavoro sono morti, resi storpi o ammalati.
Ci saranno autorevolissime voci quest’oggi tranne quelle dei familiari degli uccisi: a loro, infatti, ci si limita a rendere quanto resta della vittima. Un tratto comune quella gente lo ha ed è la dignità di tacere.
Così penso sia giusto che si alzi la mia di voce per maledire i cinici che si godranno questo stesso sole primaverile; per maledire il denaro diversamente speso a non tentare di risparmiare un incidente.
Voglio esprimere il disprezzo per questo genere di ricchezza vigliaccamente ottenuta o incrementata; disprezzo che si nutre del dignitoso silenzio di chi della vittima ha subito il torto e l’assenza.Vorrei che tra le voci autorevoli di oggi se ne alzi una con la proposta di costituire un fondo – dignità per chi non ha che quella dopo che tutto il resto gli è stato tolto. Vorrei che con parte di quei fondi si fosse in grado di imporre il castigo ai cinici bari