sabato 24 maggio 2008

Appena sotto la superficie c’è la danza silenziosa delle meduse. Sono orlate di lilla, aggraziate ed indifferenti, come modelle sulla passerella, sfilano e lasciano ondeggiare le frange sottili.
Nei ricordi arriva la sferzata bruciante che sa lasciare sulla pelle una lunga striscia sanguigna e proprio non si riesce a condannare chi le lascia a seccare al sole.
Nessuno che voglia considerare che non può esserci malvagità senza occhi per vedere, senza forza per dirigersi dove si vorrebbe andare, praticamente senza altra sostanza se non la stessa nella quale sono immerse?
Vorrei ascoltassi questo silenzio con me e che riuscissi ad indicarmi quanta parte sta nell'indifferenza e quanta nell’inconfessata e stupida vendetta.
Te ne sarei grato: questo silenzio avrebbe un senso.