Lo so cosa trova la verità quando arriva, quando arriva davvero e ti spinge il vento in faccia.
Te ne stavi ad aspettarla nel tuo equilibrio, appoggiato su uno spazio, che non è detto rimanga tale anche dopo; con la tua sfida della quale senti l’inutilità; con quel bussarti sul collo e le tempie che ti fornisce l’unica certezza della scarsa resistenza: la tua.
Eppure non si fa altro che sollecitarla la verità.
La si esige soprattutto dagli altri, dando per scontato di conoscere la propria, sperando che abbia a leggersi con le stesse parole che vorremmo sentirci dire, anche se, può accadere amico mio, invece che nelle parole, la verità la trovi negli spazi di silenzio tra una parola ed un’altra.
Io lo so cosa trova la verità perché sono qui da un pezzo a conoscere e riconoscere le impronte che lascio; sono proprio io quello che è diventato altro mentre aspettavo; sono io nel richiamo alla realtà dell’ora, di questo momento, mentre quelle ragazze con l’orgoglio sfacciato dei loro corpi giovani e bellissimi, sorridono lasciandomi al mio tempo trascorso qui ad aspettare sfogliando senza neanche vederlo, un anonimo giornale.
Ero qui da prima e non posso neanche vantarne il diritto. Ci starò fin che posso: fino a che una realtà più sfacciata e risoluta non mi caccerà senza riguardo cancellando ogni impronta senza neanche il disturbo di un’alzata di spalle.
Lo so come ti senti, amico mio e di come respiri il tuo fiato a sorsi brevi per non soffocare.
Tu come tutti; come chiunque al quale hai offerto la tua verità badando a non soffocarla più del necessario perché, quanto più esce, tanto più è capace di essere cinica e tagliente e tu, più di chiunque, ne conosci il doloroso effetto.
Ti sarò vicino, amico mio, e, anche se questa non è detto sia la verità. Saprò immaginare cosa senti guardandoti reagire; osservando il tuo cercare di sorridere che apparirà molto diverso da quel che volevi.
È per questo che so cosa trova la verità quando arriva davvero e starmene zitto ad ascoltare è il meno che possa fare.
Conosco quel che trova perché ormai ti conosco e, soprattutto, perché riconosco attraverso te chiunque altro quando l’aspetta e già so che cosa lascia più tardi.
Quel sapore che somiglia così tanto a quello delle lacrime. Si sa, quando la verità arriva, difficilmente viene a portarti le parole che vorresti.
Così si tratta di assorbirne fino in fondo l’essenza e non lasciarne tracce per strada: torneremo a guardare cosa succede
Te ne stavi ad aspettarla nel tuo equilibrio, appoggiato su uno spazio, che non è detto rimanga tale anche dopo; con la tua sfida della quale senti l’inutilità; con quel bussarti sul collo e le tempie che ti fornisce l’unica certezza della scarsa resistenza: la tua.
Eppure non si fa altro che sollecitarla la verità.
La si esige soprattutto dagli altri, dando per scontato di conoscere la propria, sperando che abbia a leggersi con le stesse parole che vorremmo sentirci dire, anche se, può accadere amico mio, invece che nelle parole, la verità la trovi negli spazi di silenzio tra una parola ed un’altra.
Io lo so cosa trova la verità perché sono qui da un pezzo a conoscere e riconoscere le impronte che lascio; sono proprio io quello che è diventato altro mentre aspettavo; sono io nel richiamo alla realtà dell’ora, di questo momento, mentre quelle ragazze con l’orgoglio sfacciato dei loro corpi giovani e bellissimi, sorridono lasciandomi al mio tempo trascorso qui ad aspettare sfogliando senza neanche vederlo, un anonimo giornale.
Ero qui da prima e non posso neanche vantarne il diritto. Ci starò fin che posso: fino a che una realtà più sfacciata e risoluta non mi caccerà senza riguardo cancellando ogni impronta senza neanche il disturbo di un’alzata di spalle.
Lo so come ti senti, amico mio e di come respiri il tuo fiato a sorsi brevi per non soffocare.
Tu come tutti; come chiunque al quale hai offerto la tua verità badando a non soffocarla più del necessario perché, quanto più esce, tanto più è capace di essere cinica e tagliente e tu, più di chiunque, ne conosci il doloroso effetto.
Ti sarò vicino, amico mio, e, anche se questa non è detto sia la verità. Saprò immaginare cosa senti guardandoti reagire; osservando il tuo cercare di sorridere che apparirà molto diverso da quel che volevi.
È per questo che so cosa trova la verità quando arriva davvero e starmene zitto ad ascoltare è il meno che possa fare.
Conosco quel che trova perché ormai ti conosco e, soprattutto, perché riconosco attraverso te chiunque altro quando l’aspetta e già so che cosa lascia più tardi.
Quel sapore che somiglia così tanto a quello delle lacrime. Si sa, quando la verità arriva, difficilmente viene a portarti le parole che vorresti.
Così si tratta di assorbirne fino in fondo l’essenza e non lasciarne tracce per strada: torneremo a guardare cosa succede
