Tutti spostiamo delle cose senza creare niente: di fronte a questa cosa mi dovrei sentire più vulnerabile e capire perché non posso chiedere conto alla sorte per un destino che non è stato scritto se non dall’avventura di ciascun momento.
Ne avrei da chiedere di cose sapendo già dell’inutilità di qualunque risposta.
Un po’ come comprare uno strumento senza saperlo suonare; come leggere strofe in una lingua sconosciuta.
Forse è meglio tornare ad ascoltare musica immaginando che sette note e cinque semitoni bastano per una melodia e per suoni che neanche possono essere ascoltati; annuire pensando a consonanti e vocali buone per qualunque lingua, comprese quelle di cui si ignora il senso e restare sbalorditi per i pochi colori necessari per ripetere tutti quelli che la luce senza neppure conoscerne il nome, se mai è stato loro imposto.
Basta solo spostare le cose; ma come faccio a spostare me attraverso te?
Ne avrei da chiedere di cose sapendo già dell’inutilità di qualunque risposta.
Un po’ come comprare uno strumento senza saperlo suonare; come leggere strofe in una lingua sconosciuta.
Forse è meglio tornare ad ascoltare musica immaginando che sette note e cinque semitoni bastano per una melodia e per suoni che neanche possono essere ascoltati; annuire pensando a consonanti e vocali buone per qualunque lingua, comprese quelle di cui si ignora il senso e restare sbalorditi per i pochi colori necessari per ripetere tutti quelli che la luce senza neppure conoscerne il nome, se mai è stato loro imposto.
Basta solo spostare le cose; ma come faccio a spostare me attraverso te?
