mercoledì 25 marzo 2009


Richiamare i ricordi e trovarseli tutto intorno: i nomi degli amici o, comunque, di chi ti è stato vicino, si affacciano uno ad uno nella mente e scendono alla bocca che li rinnova senza neppure accompagnarli con il fiato.

C’eri tu ed anche loro a costruire il ricordo di adesso e ciascuno, per la sua parte, ne ha plasmata una forma unica di cui vede solo quella a lui esposta.

Nei ricordi si scioglie la dolcezza e le cose andate tornano ad esser riviste tanto che, una ad una insieme al pezzetto di storia cui sono legate, ognuno di loro torna a trovarti.

Questa è la ragione per cui continuo a scriverne qui invece di raccontare com’è andata; i ricordi non puoi raccontarli ai distratti: faresti loro un torto privandoti di quel pezzo che ti è dato vedere per mostrarlo a chi non ha alcun interesse a prendervi parte.

Quando capita a quel che stai raccontando, lascialo scivolare nel silenzio di sempre; avvolgilo con il rispetto che si deve ai vecchi amici che, stanne certo, non mancheranno di mettersi in fila per tornare a salutarti.