lunedì 2 marzo 2009


Il dolore passa in fretta; più in fretta se non è il proprio e può essere che ci si compiaccia, alla fine, per il risultato che su quel dolore si tiene in piedi.

Un paio di firme al termine di un succoso contratto per succhiar via da quella terra, che da qui appare brulla e polverosa, quattro milioni di barili di petrolio.

Così capisco il compiacimento di quest’ometto per il lucroso affare.

Non mancherà di ricordare i diciannove caduti. Arriverà sulla sua grande berlina e aggiusterà una foglia d’alloro dell’immancabile corona.

Si ricordi, signore, di cancellare quel sorriso compiaciuto davanti a chi ricorda.