Puoi consumare tutti i tuoi “perché” inutilmente; senza riuscire a spiegare come sia possibile sorprendersi di cose così ben conosciute da essere considerate nient’altro che banali. Si può certamente credere che si nasconda uno spiritello dispettoso dietro ad eventi o persone, oppure, non è raro, cedere alla “magia”.
Quel libro con la copertina sciupata, per esempio, è rimasto a prendere polvere con il suo titolo illeggibile e così poco seducente: così privo di fascino all’esterno che, invece, conservava gelosamente solo al proprio interno tra le righe sbiadite sulla carta ingiallita.
E che dire della frase gettata con noncuranza dalla più scontata delle tue conoscenze, fatta apposta per aprirti a nuove considerazioni o del caso che ti ha fatto incontrare chi è capace di incidere come nessuno.
Non basta attenzione; è insufficiente persino la logica e rimane solo il “caso” o il “capriccio” di chissà quale spiritello dispettoso che si risolve a rivelare parte di quel che manca solo per godersi la stupita sorpresa di chi gli viene incontro.
Qualunque sia la fonte, conviene godersi il risultato tanto più quanto inaspettato era l’evento.
Partendo da un punto, occorre ricordare che al termine c’è da mettere un punto.
