C’era chi scolpiva, chi dipingeva, chi suonava e chi scriveva ed in ognuno di loro, come in chiunque altro compone qualcosa, la trasforma o la domina soltanto, c’è un tratto comune che li unisce.
Occorre una domanda indiscreta e sapere ascoltare la risposta più vera.
A quella, infatti, tutti loro ti direbbero che la felicità l’hanno assaggiata in un momento; che quell’attimo è come sfuggito e che lo hanno inseguito fino alla fine dell’opera quando, molti non lo ammetteranno mai, intorno al risultato sentono ancora la traccia flebile che resta nell’aria.
Quella risposta te l’ho sentita dare quando, escludendo ogni altro effetto, mi hai detto, con il tuo inconfondibile silenzio: “Mi manchi”.
