Spesso quando mancano le parole, sono i gesti ad aiutare e, in assenza di questi, non è infrequente che ci siano gli sguardi che come fili si intrecciano e rendono la trama più fitta: legando gli uni agli altri tanto da trasformare questi in dialoghi e più in là fino alla conoscenza.
Per arrivarci è necessaria la volontà di comunicare e di comprendere: l’una non disgiunta dall’altra, naturalmente. Semplicità è la chiave.
All’ignorante supponente, devi proporre l’arroganza come unica via di conoscenza?
