martedì 9 dicembre 2008


Neanche mi guardi mentre dici queste cose, quando parli di quanto lontano te ne andresti, quando accenni alla catena che ti ha tenuto ancorato a questo cortile che non ha incuriosito te solo e quando la rabbia ti spreme sale dagli occhi.
La sento la tua voce arrochita per aver gridato così alto e così a lungo perché fosse sentita più lontano; vedo le tue braccia stanche di scagliare sassi già appuntiti, ora solo ciottoli erosi, che non hanno bucato il cielo come avresti voluto: braccia che ti scendono ai fianchi restando appese alle spalle che il respiro solleva sempre più lentamente.
Lascio qui il sogno che ho trovato e già riconosco quella luce nei tuoi occhi bui: la stessa di quella volta in cui il cielo l’hai bucato davvero con un’alzata di spalle.
Dimenticavo . . . la catena non appare fissata così saldamente come credevo.