
Le ascolto le parole, continuano a piovermi addosso e a cercare di uscire da dentro in un continuo rincorrersi, sia pure a diversa velocità; proprio come due lancette d’orologio che quando sembra si raggiungano, sono solo sovrapposte: correlate ed indifferenti.
Mi piacerebbe abituarmi al suono delle voci senza dover loro affidare alcun significato; essere lasciato libero di capire quel che mi piacerebbe e conviene.
Non sono così neanche i sogni, però. Anche loro sembrano mettersi in fila, nascondersi l’uno dietro l’altro per ingannare sul numero e sostanza.
Ci riescono fin troppo bene.
Qui, dove dovrebbe esserci della pelle capace di seguire con la sua sensibilità ogni carezza, insiste una crosta di colore scuro che sembra rugosa a prima vista, ma che si rivela liscia e sfuggente.
Sembra messa apposta lì per attirare le dita a scovarci al di sotto.
Sotto di sé tiene la parte di pelle offesa e ricostruita a fatica e non si deve aver fretta di sbarazzarsene, neanche se sembra irresistibile il richiamo a scoperchiarne la volta e, magari, vedere come si riaffaccia il dolore pungente ed il colore del sangue nuovo.
Il senso delle cose dette prende una piega diversa a seconda del tono; persino un nome può essere detto in modo diverso. Il mio, per esempio, non lo sento più da tanto tempo.
Mi piacerebbe abituarmi al suono delle voci senza dover loro affidare alcun significato; essere lasciato libero di capire quel che mi piacerebbe e conviene.
Non sono così neanche i sogni, però. Anche loro sembrano mettersi in fila, nascondersi l’uno dietro l’altro per ingannare sul numero e sostanza.
Ci riescono fin troppo bene.
Qui, dove dovrebbe esserci della pelle capace di seguire con la sua sensibilità ogni carezza, insiste una crosta di colore scuro che sembra rugosa a prima vista, ma che si rivela liscia e sfuggente.
Sembra messa apposta lì per attirare le dita a scovarci al di sotto.
Sotto di sé tiene la parte di pelle offesa e ricostruita a fatica e non si deve aver fretta di sbarazzarsene, neanche se sembra irresistibile il richiamo a scoperchiarne la volta e, magari, vedere come si riaffaccia il dolore pungente ed il colore del sangue nuovo.
Il senso delle cose dette prende una piega diversa a seconda del tono; persino un nome può essere detto in modo diverso. Il mio, per esempio, non lo sento più da tanto tempo.
