sabato 20 dicembre 2008


Mi ricordo molto bene quel che si prova dovendo stare ai margini, quando un evento piacevole ti passa accanto senza che sia destinato a coinvolgerti.
Ricordo me bambino in una stanza d’ospedale quando la visita dei parenti era del bambino sistemato accanto al mio letto. Ricordo bene quel che significava, e significa ancora, l’attesa dell’ora di inizio e la delusione che ti morde lo stomaco, quando per te quell’ora arriva senza nessun’altra novità se non quella della festa che è destinata ad altri.
Vorresti che il tuo spazio fosse invisibile o si annullasse invece di essere presente.
Così come ti viene d'interrogarti sul perché, quando tocca a te essere al centro di quella festa, non sia dato avvertire la medesima importanza, la rilevanza che le avevi assegnato.
So bene che si tratta solo di punti di vista.