
Mi ricordo molto bene quel che si prova dovendo stare ai margini, quando un evento piacevole ti passa accanto senza che sia destinato a coinvolgerti.
Ricordo me bambino in una stanza d’ospedale quando la visita dei parenti era del bambino sistemato accanto al mio letto. Ricordo bene quel che significava, e significa ancora, l’attesa dell’ora di inizio e la delusione che ti morde lo stomaco, quando per te quell’ora arriva senza nessun’altra novità se non quella della festa che è destinata ad altri.
Vorresti che il tuo spazio fosse invisibile o si annullasse invece di essere presente.
Così come ti viene d'interrogarti sul perché, quando tocca a te essere al centro di quella festa, non sia dato avvertire la medesima importanza, la rilevanza che le avevi assegnato.
So bene che si tratta solo di punti di vista.
Ricordo me bambino in una stanza d’ospedale quando la visita dei parenti era del bambino sistemato accanto al mio letto. Ricordo bene quel che significava, e significa ancora, l’attesa dell’ora di inizio e la delusione che ti morde lo stomaco, quando per te quell’ora arriva senza nessun’altra novità se non quella della festa che è destinata ad altri.
Vorresti che il tuo spazio fosse invisibile o si annullasse invece di essere presente.
Così come ti viene d'interrogarti sul perché, quando tocca a te essere al centro di quella festa, non sia dato avvertire la medesima importanza, la rilevanza che le avevi assegnato.
So bene che si tratta solo di punti di vista.
