sabato 30 maggio 2009


Tu lo sai cos’è davvero il silenzio: è l’eloquenza intensa che restituisce valore ad ogni battito di ciglia; è quel che si oppone beffardo e sprezzante all’esigere consensi non badando ai mezzi; è il tempo in cui ci si incontra con se stessi e si trova pace; è l’ottava nota del pentagramma; è il niente da dare e dire per avarizia o ignoranza; è l’attesa che prelude a felicità o a qualsiasi altra emozione degna di attenzione; è aria senza percosse ed è quello che adesso ho da offrire.

Cerco dappertutto e già so che finirò per trovare traccia, e poi sostanza, nell’area dell’ovvio. Questo silenzio è il mio: tenerlo acceso non è solo questione di capacità, quanto di pudore.

Futilità è la ricerca di risposte nel silenzio o quella dell'inizio del nastro di Moebius.