Ti sento dire: “Mi manchi” con la voce sottile che non ti conoscevo, vergognandoti per la debolezza. Accenni ad un sorriso che non c’è, ti nascondi ancora e sfuggi alle domande fino a non sentirle neanche più.
Quel “Mi manchi” resta ad impolverarsi, a confondersi con le cose di sempre fino a sciogliersi per rendersi imprendibile.
Mi resta di questo il pensiero che, in fondo in fondo, per quanto si possa credere di possedere, mancano sempre più cose di quante se ne possano avere e che nessuno, proprio nessuno, può sognarsi di possedere ciò che non conosce.
Proprio come succede nel mondo degli uomini, fin dentro ad ogni relazione, dalla più intima a quella più superficiale, sottraendo conoscenza; allontanandosi.
Chissà da dove prende tutto il suo gran peso il senso di vuoto.
Quel “Mi manchi” resta ad impolverarsi, a confondersi con le cose di sempre fino a sciogliersi per rendersi imprendibile.
Mi resta di questo il pensiero che, in fondo in fondo, per quanto si possa credere di possedere, mancano sempre più cose di quante se ne possano avere e che nessuno, proprio nessuno, può sognarsi di possedere ciò che non conosce.
Proprio come succede nel mondo degli uomini, fin dentro ad ogni relazione, dalla più intima a quella più superficiale, sottraendo conoscenza; allontanandosi.
Chissà da dove prende tutto il suo gran peso il senso di vuoto.
