mercoledì 11 giugno 2008

Ci sono una ragazza ed un cane, su questa strada in salita costeggiata dall’oleandro e dal gelso; due figure unite da uno di quei guinzagli che si allungano. Il tintinnare di un sonaglio e la musica che esonda da una finestra aperta ad accompagnare i passi che non si sentono, nella luce di un giorno qualunque.
Sulla strada si muove la rara e necessaria attività degli uomini ed il guinzaglio si tende, s’accorcia, mentre un rimprovero s’aggiunge al suo posto.
Pare che sorrida, quel cane, mostrando i denti affilati su cui posa molle la lingua rosata. Lo strattone non ha lasciato altro segno che lo scodinzolare insistito di adesso: occhi che s’incontrano e pare s’intendano.
Viene da ragionare sul legame che quel guinzaglio rende visibile ed immagino, al suo posto, una catena di tanti piccoli anelli: libertà che si può contare solo dal primo anello non chiuso.
Non è il caso della ragazza col cane: il guinzaglio unisce due bisogni condivisi ed i pensieri possono tornare ad evaporare.