Stavo tornando a casa con uno sguardo distratto che spaziava oltre il parabrezza: nessun pericolo incombente e velocità tutto sommato moderata. L’imponderabile si materializza in un
accartocciarsi di penne e piume bianche e nere che piomba sulla strada.
Muore una gazza e lo fa così: tra le auto dalle quali si dev’essere sempre tenuta prudentemente alla larga.
È prevedibile che molto presto il candore delle penne assuma un colore grigio; quasi che negando la certezza della tinta anche l’anima sia condannata a prendere visione dell’ineluttabile.
L’unico gesto di pietà che riesco a porre in essere è di scansare la carcassa senza vita di cui mi pare di notare l’arruffarsi delle penne al mio passaggio. Un gesto isolato che non giova. Proprio come la pietà che presa a piccole dosi finisce per essere più utile all’accorto pietoso che, perlomeno, può contare su una divina considerazione spendibile chissà quando e chissà dove e come.
L’inconsistenza è a portata di mano e con essa, l’inutilità.
Dopotutto molta parte della vita è un rituale: i rituali, si sa, sono fatti da gesti tutto sommato inutili e per ciò stesso pieni di quel fascino che tiene assieme i curiosi.
Curioserò altrove.
Quella gazza è morta volando e, voglio pensare, non ha dovuto provare il suo peggiore atterraggio proprio quando non c’era alcuna possibilità di rimediare.
Questo mi deve servire a ricordarmi di tenere ordinati i miei conti con ciascuno. Non è possibile, lo so, ma tanto vale la pena di tentare.
accartocciarsi di penne e piume bianche e nere che piomba sulla strada.Muore una gazza e lo fa così: tra le auto dalle quali si dev’essere sempre tenuta prudentemente alla larga.
È prevedibile che molto presto il candore delle penne assuma un colore grigio; quasi che negando la certezza della tinta anche l’anima sia condannata a prendere visione dell’ineluttabile.
L’unico gesto di pietà che riesco a porre in essere è di scansare la carcassa senza vita di cui mi pare di notare l’arruffarsi delle penne al mio passaggio. Un gesto isolato che non giova. Proprio come la pietà che presa a piccole dosi finisce per essere più utile all’accorto pietoso che, perlomeno, può contare su una divina considerazione spendibile chissà quando e chissà dove e come.
L’inconsistenza è a portata di mano e con essa, l’inutilità.
Dopotutto molta parte della vita è un rituale: i rituali, si sa, sono fatti da gesti tutto sommato inutili e per ciò stesso pieni di quel fascino che tiene assieme i curiosi.
Curioserò altrove.
Quella gazza è morta volando e, voglio pensare, non ha dovuto provare il suo peggiore atterraggio proprio quando non c’era alcuna possibilità di rimediare.
Questo mi deve servire a ricordarmi di tenere ordinati i miei conti con ciascuno. Non è possibile, lo so, ma tanto vale la pena di tentare.
