Leggo le reazioni all’opinione di Paolo Guzzanti sulla signora Mara Garfagna che avrebbe ottenuto la nomina grazie alla soddisfacente composizione del suo codice genetico generosamente, giusto dirlo, esposto.
L’argomento è ghiotto più dell’argomentare; ma qualcosa da aggiungere ci sarebbe e qui, dove mi è ampiamente consentito, lo aggiungo.
Che vi sia una nomina in base al “diletto” del nominante è cosa lecita e di pacifica applicazione. Quel che mi spiego meno è perché tanto livore nei confronti di un personaggio che, in fondo, incide in modo assai trascurabile nella vita civile di questo Paese.
Dov’era il fustigatore di molli costumi quando la nomina ha investito avvocati, e non solo, i cui meriti stanno nell’abilità ad aggirare e, quando questo non è proprio possibile, a suggerire quali cambiamenti normativi apportare, per risolvere i pasticci legali di quello stesso personaggio che ha avuto il merito (sic!) di elevare l’odierno censore a dignità senatoriale?
La pagliuzza nell’occhio …

