Il pericolo letale, quello che incute terrore non è preceduto quasi mai da frastuono, da ruggiti o affilare d’artigli. La guerra moderna, tanto per fare un esempio, non è più preceduta dalla cavalleresca consegna della sua dichiarazione.
Ci si limita ad un sommesso sferragliare di carri, uno scorrere di otturatori e, prima che la quiete sia interrotta, un lampo silenzioso ed ecco che il colpo arriva seguito subito dopo dal fragore.
I tecnici della morte sono talmente soddisfatti della precisione con cui i loro proiettili colpiscono, delle mimetizzazioni che li rendono invisibili: poiché è l’inganno messo in essere quello che si fa passare per eroismo.
Beh, sempre che l’inganno altrui non sia altrettanto efficace, poiché, in questo caso, l’azione silenziosa e occulta si liquida come vigliaccheria.
I termini sono importanti per scrivere la storia al di là di qualunque altra interpretazione.
Per la repressione, invece, il rumore è necessario. Costituisce il motivo scatenante della reazione che si placa, infatti, non appena il frastuono ha termine.
Sembra ridicolo, specie se ci si incaponisce a guardare all’argomento dal punto di vista dei batteri; se solo costoro ne avessero uno. Il terrore è generato dal silenzio frenetico che, solo con molta, molta fantasia, potrebbe essere preso per brusio, tutt’al più un brusio, appunto.
