sabato 8 novembre 2008


Dovrei essere depresso e, con tutta probabilità, lo sono.

Data questa informazione assolutamente superflua ai più, non resta che mettere a disposizione di qualunque altro svogliato la storia che mi è capitata sotto mano stamattina.

Tralascio nome e cognome dello sventurato del quale leggo il riassunto della sua vita scritte in righe fitte su tre facciate A4 comprese le informazioni assolutamente superflue.

Il punto centrale è l’argomentare su un uomo che provenendo da una famiglia numerosissima, lascia la scuola, ancora bambino, per essere avviato al lavoro.

No, non pasticciava con pastelli colorati sulla sontuosa scrivania di papà e nessuno si chinava su di lui per sorridergli al fine di ingraziarsi la benevolenza dei genitori. Un lavoro duro per un bambino di dieci anni: fornaio in un panificio a conduzione familiare.

Al riparo da controlli che, posso giurarci, non ci sono mai stati, il bambino è cresciuto fiutando ogni notte l’odore della pasta che lievita. Bruciature e scossoni non li ha contati nessuno.

Il bambino cresce ed è possibilissimo che abbia passeggiato sulle stesse strade dove sventola la bandiera del nostro Bel Paese.

I giorni passano e si fa grande.

Stessa storia di tanti, pensi. Ed è proprio così, infatti.

Una ragazza, amore fugace dove i brividi sono abbandonati a se stessi ed un mattino tutto questo fragile castello crolla: niente più lavoro, niente più amore, niente più niente.

Le strade sono la prima sorpresa: esistono anche di giorno e possono essere percorse dai nullafacenti.

La bandiera continua a dondolare molle incurante delle sigarette che vengono a mancare.

Potrebbe essere una vacanza se non durasse tanto.

Dura troppo, invece.

Ormai è un uomo: viene condotto legato proprio sotto la bandiera che quel giorno non sventola nemmeno. Lo condannano e la società respira sollevata per essersi sbarazzata di uno spacciatore.

Non l’unico ma più disperato di molti altri.

Chiedere aiuto; questo gli è rimasto da fare: … e lui lo fa con tutta la dignità di cui è capace.

Non vedrà il bambino perché quell’amore fugace non ha suscitato i brividi necessari a far sentire una stella la ragazza, poco più che bambina, di una sera tra le tante.

Dovrei essere depresso, dicevo?

Guardo questo pasciuto cialtrone che dalla tv, in perfetto favore di camera e luce, mi parla di Patria con lo sguardo ispirato ed il petto pieno dell’aria che, se liberata, farebbe certamente sventolare la bandiera e, sia detto con rispetto, mi urterebbe più di un po'.

I sentimenti sono nobili quando vengono da un corpo nutrito.

Sorseggio la malinconia facendomela durare a lungo, e soffiandoci sopra di tanto in tanto per non permetterle di bruciare troppo.