
Incontrarsi in una dimensione intermedia, un luogo che non esiste se non per volontà dei singoli, in un modo che non può essere definito ma così tanto vicino a ciascuno da sentirlo proprio: in modo esclusivo.
È nei versi, nelle note e nei colori, è nei pensieri degli amanti che intessono e stringono trame di sogno, sta nell’alone della luna di giorno, nello stupore di uno sguardo bambino e ovunque si possa ancora credere in un cielo amico.
Potrebbe essere un giardino, o, chissà, una strada piena di occhi discreti, potrebbe essere nella tenera mollezza di stoffe e di piume, nella sabbia e tra le pietre, vicino alle conche piene d’acqua di cristallo. Ovunque si trovi, lo so, saprò aspettare: è questo che devo.
Ma è quanto di più prossimo alla dolcezza esista quaggiù, dove la strada inizia.
È nei versi, nelle note e nei colori, è nei pensieri degli amanti che intessono e stringono trame di sogno, sta nell’alone della luna di giorno, nello stupore di uno sguardo bambino e ovunque si possa ancora credere in un cielo amico.
Potrebbe essere un giardino, o, chissà, una strada piena di occhi discreti, potrebbe essere nella tenera mollezza di stoffe e di piume, nella sabbia e tra le pietre, vicino alle conche piene d’acqua di cristallo. Ovunque si trovi, lo so, saprò aspettare: è questo che devo.
Ma è quanto di più prossimo alla dolcezza esista quaggiù, dove la strada inizia.
