venerdì 19 settembre 2008


Incontrarsi in una dimensione intermedia, un luogo che non esiste se non per volontà dei singoli, in un modo che non può essere definito ma così tanto vicino a ciascuno da sentirlo proprio: in modo esclusivo.
È nei versi, nelle note e nei colori, è nei pensieri degli amanti che intessono e stringono trame di sogno, sta nell’alone della luna di giorno, nello stupore di uno sguardo bambino e ovunque si possa ancora credere in un cielo amico.
Potrebbe essere un giardino, o, chissà, una strada piena di occhi discreti, potrebbe essere nella tenera mollezza di stoffe e di piume, nella sabbia e tra le pietre, vicino alle conche piene d’acqua di cristallo. Ovunque si trovi, lo so, saprò aspettare: è questo che devo.
Ma è quanto di più prossimo alla dolcezza esista quaggiù, dove la strada inizia.