
Anche tu, lo so. Ciascuno cerca qualcosa con più o meno pudore; vergognandosene un po’, di nascosto.
Cercare e muoversi allo stesso tempo, farlo sia pure solo col pensiero rivolto a quel che si immagina luminoso, chiaro, di così limpida evidenza che viene da chiedersi perché nessun altro abbia mai trovato.
Questione di ottica?
Forse, chissà.
Sto qui a parlarne con te; a farti da interlocutore ancora una volta, non certo l’ultima.
A chi volesse trovarti, direi di cercarti dove il silenzio sembra più vuoto, dove il buio è l’ombra assoluta e dove il desiderio è diventato quel dolore consueto che non si sente neanche più.
Non è difficile arrivare, lo è riconoscere.
Cercare e muoversi allo stesso tempo, farlo sia pure solo col pensiero rivolto a quel che si immagina luminoso, chiaro, di così limpida evidenza che viene da chiedersi perché nessun altro abbia mai trovato.
Questione di ottica?
Forse, chissà.
Sto qui a parlarne con te; a farti da interlocutore ancora una volta, non certo l’ultima.
A chi volesse trovarti, direi di cercarti dove il silenzio sembra più vuoto, dove il buio è l’ombra assoluta e dove il desiderio è diventato quel dolore consueto che non si sente neanche più.
Non è difficile arrivare, lo è riconoscere.
