Nasciamo come una goccia; tonda e levigata, su cui, crescendo, vanno a scolpirsi le sfaccettature che sono gli aspetti che diamo di noi stessi agli altri: le impressioni.
Non sempre c’è coincidenza tra quel che si vorrebbe far vedere e ciò che effettivamente si vede, ma, si sa, è tutta questione di punti di vista.
Credo che la faccenda delle sfaccettature sia plausibile tanto che chi mi conosce bene nota “differenze” tra quando ci si vede da soli o tutti insieme. Come se ad ognuno avessi offerto una sfaccettatura unica e se ne veda un’altra ancora, quando si è tutti riuniti.
Si tratta di sfumature o di personaggi diversissimi, a seconda che si sia più o meno vicini a se stessi ed è notevole, dico davvero, che in questo vorticoso cambio di passo, si riesca a trovare, tra le tante persone che popolano la vita di ognuno, chi ti accompagna volentieri nel tuo viaggio.
Le più durature compagnie, insomma, sono probabilmente dovute al combaciare di due sfaccettature o, molto più probabilmente, alla parte rotonda della personalità di ciascuno che, come per magia, resta intatta.
La differenza tra l’unione di due cubi o due perfette sfere, sta tutta nella quantità di punti d’appoggio: tra due sfere perfette, benché si tocchino in un punto ed in uno soltanto, conservano la possibilità unica di un numero infinito di punti di contatto.
Che meraviglia!
