mercoledì 9 settembre 2009


Stavamo a guardarlo attraversare di continuo sulla stessa strada con le movenze affrettate di un antico clown. Per ogni sua partenza per il ciglio opposto, un sorriso aperto alla speranza; finendo in un moto di stizzita delusione ad ogni arrivo.

Ridevo insieme a loro del suo inutile avviarsi di qua e di là fino a quando non ho incrociato quegli occhi privi di stanchezza che m’interrogavano.

Così, comprendendo quel che aveva da dirci; molto al di là dei sorrisi o, peggio, dello scherno, andai ad accorgermi che la meraviglia di un punto di vista opposto è comparabile solo alla delusione dell’inconciliabilità tra due opposti.

Ho inghiottito l’ultimo sorriso e gli ho fatto cenno, come per dirgli: “Grazie”.