Tra chi vive per le certezze che conquista e chi si affida all’improvvisazione del caso, non c’è margine per scegliere la via maestra alla conoscenza. È proprio della scienza conquistare l’esperienza di dati ripetuti un’infinità di volte e sempre con il medesimo risultato.
A chi continua ad affidarsi all’alchimia, alla magia, all’incertezza dei pizzichi e dei “quanto basta”, non puoi affidare che l’immaginazione.
Ed è fatta d’immaginazione la collana che, giorno dopo giorno pazientemente, si va a comporre senza attendersi un risultato.
Questa, amico mio, la differenza che corre tra chi pesa con accuratezza quanto offre e mercanteggia, persino con i sentimenti dati e resi, e chi, come sempre meno frequentemente succede, non si ferma neanche un momento a chiedersi se sia giusto il metro e cospicuo il tornaconto.
Per questo, solo per questo, lascio allo scienziato meticoloso e prudente i sogni, tutti suoi, che, in definitiva, restano da verificare nel suo asettico laboratorio.
C’è tempo per le verifiche e la contrattazione di bottega da adoperare puntualmente con chi, in definitiva, è, e resta, poco più che indifferente.
Il mio mondo è quello onirico: fatto di slanci senza corrispettivo certo. Torno al metodo delle manciate e dei pizzichi di spezia; del “quanto basta”, pur sapendo che è di eccesso che si tratta sempre e comunque; torno al “prendine fin quanto ce n’è” badando solo che il livello non scenda.
Torno al mio mondo fatto di silenzio: è il migliore che conosco.
A chi continua ad affidarsi all’alchimia, alla magia, all’incertezza dei pizzichi e dei “quanto basta”, non puoi affidare che l’immaginazione.
Ed è fatta d’immaginazione la collana che, giorno dopo giorno pazientemente, si va a comporre senza attendersi un risultato.
Questa, amico mio, la differenza che corre tra chi pesa con accuratezza quanto offre e mercanteggia, persino con i sentimenti dati e resi, e chi, come sempre meno frequentemente succede, non si ferma neanche un momento a chiedersi se sia giusto il metro e cospicuo il tornaconto.
Per questo, solo per questo, lascio allo scienziato meticoloso e prudente i sogni, tutti suoi, che, in definitiva, restano da verificare nel suo asettico laboratorio.
C’è tempo per le verifiche e la contrattazione di bottega da adoperare puntualmente con chi, in definitiva, è, e resta, poco più che indifferente.
Il mio mondo è quello onirico: fatto di slanci senza corrispettivo certo. Torno al metodo delle manciate e dei pizzichi di spezia; del “quanto basta”, pur sapendo che è di eccesso che si tratta sempre e comunque; torno al “prendine fin quanto ce n’è” badando solo che il livello non scenda.
Torno al mio mondo fatto di silenzio: è il migliore che conosco.
