sabato 25 luglio 2009


L’hai visto arrivare, l’alfiere nero, colpire dal suo quatto nascondiglio e portarti via la regina bianca in un soffio. Tutta la tua partita sconvolta da una distrazione, da un agguato portato da lontano; e neanche poi tanto, a ben guardare.

È bastato lasciare che i ricordi potessero essere presi per sconvolgerti la vita; è bastata quella distrazione per vederti assalire da lontano.

Che ti aspettavi, amico mio?

Quella solitudine alla quale ti eri affidato è ancora qui: più cupa e colpevole, se vuoi.

Un errore; uno e poi un altro ed ecco la partita che diventa una colpa da scontare per una vita durata troppo poco.

La sete che non si placa è una bocca amara che non sa parlare né tacere; è questo star qui a guardare il tempo che finisce dovendo curare di portare avanti la partita.

Buona sorte caro amico; anche se la partita è compromessa, anche se sembra sia perduta.

La tua vita è in ogni mossa già fatta e in tutte le altre da fare.