mercoledì 4 febbraio 2009


Dicono che l’universo continua la sua espansione; che corra sempre più velocemente quasi a voler confutare Einstein: approssimandosi alla velocità della luce, semplicemente si dissolverà.
Affascinante l’astronomia pure in un giorno come questo dove c’è un tratto di orizzonte che l’umidità dona una luminosità appannata, dove gli sfortunati finiscono inesorabilmente per andare a trovarsi in una pozzanghera, dove gli illusi …
Gli illusi sono un capitolo a parte.
Ecco, basterebbe quel che è accaduto poco fa a spiegare moltissime delle cose che preoccupano. C’era un gabbiano, proprio qui di fronte. Convinto di essere al riparo per aver trovato un pertugio nella macchia sulla scogliera; dal suo posto può benissimo guardare la costa sottostante e, di tanto in tanto, svolazzare proprio sopra il cornicione dal quale sembra osservarmi o, comunque, tenermi sotto controllo.
Stamattina stavo pensando proprio alla faccenda dell’universo in espansione, mentre ancora sentivo le ultime notizie di gente che si accapiglia per avere la sua visibilità e la sua fetta di orgoglioso potere da esibire; ancora gonfio di sonno e lontano dal mio caffè, mi viene da guardarlo e mi accorgo che si sta preparando.
Quello zampetta un po’ fino a mettersi comodo poi, dal piumaggio immacolato quasi per magia si apre un pertugio dal quale esce una delle più poderose deiezioni che, per mia fortuna non mi colpisce.
Ci guardiamo un attimo ancora e lui, forse, sta chiedendosi cos’abbia da star lì a fissarlo.
Per oggi ho sufficiente filosofia su cui riflettere.